L'evoluzione dello stile : Vegan Fashion

Nov 24 , 2017

Pino Maffei

L'evoluzione dello stile : Vegan Fashion

Proteggi i tuoi piedi senza sfruttare gli animali

Ci fu un tempo in cui l’uomo era disposto a qualsiasi cosa in nome dell’eleganza e della possibilità di esibire uno status mediante i capi di vestiario: si uccidevano animali selvatici, esotici, rari, per il pelo, la pelliccia, le piume o le penne, fino a portarli alla estinzione.
Oggi fortunatamente, grazie alle battaglie animaliste, si sono fatti molti passi avanti, sebbene si continuino a sfruttare e massacrare degli animali per la pelle o per le piume, ma comunque il Fashion moderno è più umano, compassionevole e consapevole dell'impatto che la moda ha sugli altri esseri viventi.

Le linee di abbigliamento cruelty-free, a volte prodotte o commercializzate o comunque sponsorizzate da personaggi famosi sono sempre più diffuse ed incontrano i favori del pubblico più sensibile ed attento.
Stella McCartney, ad esempio, ha contribuito efficacemente a creare una tendenza ed ha mostrato la strada che ora molti altri stilisti stano percorrendo, anche nel settore delle calzature.

Cos'è la scarpa Vegan?

Le calzature vegane sono quelle che non usano prodotti di origine animale: niente pelle, niente pelliccia, niente piume, niente seta, niente lana, niente nappa e niente pelle scamosciata. Quindi queste sono scarpe, borse e accessori fatti di materiali cruelty free, naturali o artificiali, come microfibra, tessuto PET, iuta, canapa, bamboo, legno, cotone, lino, tessuto, ecopelle, sughero, o materiali riciclati o riutilizzati.

Questi stilisti new age sono guidati da una coscienza personale che valorizza i diritti degli animali per creare moda libera da crudeltà, intento questo molto facilitato nel realizzarsi grazie alla grande forza motrice motivante: oggi più che mai c’è una grande domanda di scarpe vegan e di moda etica ed ecologica.

Quasi sempre, questa nuova generazione di stilisti, guarda anche ad altri aspetti della produzione e del commercio, quello ecologico e quello etico.
Si seguono criteri e metodi di produzione che abbiano il minor impatto ambientale possibile, e si seguono i principi del commercio equo e solidale,
assicurandosi che i lavoratori ricevano salari equi e che lavorino in ambienti dignitosi e non siano sfruttati.
Ma tutto ciò è reso possibile, praticamente, solo grazie alla crescente domanda da parte degli utilizzatori finali, da parte del mercato di riferimento, che, come abbiamo detto, cresce e si espande ogni giorno di più.


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