Lo dice anche un rapporto dell'ONU: un milione di specie verso l'estinzione

May 29 , 2019

Pino Maffei

Lo dice anche un rapporto dell'ONU: un milione di specie verso l'estinzione

Un importante rapporto delle Nazioni Unite diffuso il 6 maggio 2019 ci informa su una tragica realtà: un milione di specie animali e vegetali sono in via di estinzione.

Audrey Azoulay, direttore generale dell'UNESCO, parlando a Parigi in occasione del lancio dello studio Global Assessment, ha dichiarato che i suoi risultati ci hanno messo in allarme e siamo tutti avvisati.
"Dopo la diffusione di questo storico rapporto, nessuno avrà la possibilità di affermare di non sapere", ha detto il capo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. "Non possiamo più continuare a distruggere la diversità della vita. Questa è la nostra responsabilità verso le generazioni future”.
Sottolineando l'importanza universale della biodiversità - la diversità all'interno delle specie, tra le specie e degli ecosistemi - la signora Azoulay ha affermato che proteggerla "è vitale quanto combattere il cambiamento climatico".

Presentato a più di 130 delegazioni governative per la loro approvazione presso la sede dell'UNESCO, il rapporto presenta il lavoro di 400 esperti provenienti da almeno 50 paesi, coordinati dalla piattaforma intergovernativa di scienza e politica (IPBES).
Oltre a fornire resoconti approfonditi sullo stato della natura, sugli ecosistemi e su come la natura sia alla base di tutte le attività umane, lo studio discute anche dei progressi su importanti obiettivi internazionali, come gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), gli Obiettivi di Biodiversità Aichi e l'Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

Il rapporto esamina inoltre cinque principali fattori di "biodiversità" e i cambiamenti degli ecosistemi negli ultimi 50 anni, identificandoli come:
-cambiamenti nell'uso della terra e del mare;
-sfruttamento diretto di organismi;
-cambiamento climatico, inquinamento e invasione di specie esotiche.

Una specie su quattro è a rischio di estinzione.
Sulla fauna e sulla flora a rischio, lo studio afferma che le attività umane "minacciano più specie ora che mai in passato" - una scoperta basata sul fatto che circa il 25% delle specie in gruppi di piante e animali sono vulnerabili.
Ciò suggerisce che circa un milione di specie "è già in via di estinzione, molte entro pochi decenni, a meno che non venga intrapresa un'azione per ridurre l'intensità dei driver della perdita di biodiversità".
Senza tali misure ci sarà una "ulteriore accelerazione" nel tasso globale di estinzione delle specie, che è già "almeno da decine a centinaia di volte superiore, rispetto alla media degli ultimi 10 milioni di anni", afferma il rapporto.
Lo studio rileva che nonostante molti sforzi fatti localmente, anche da parte delle popolazioni indigene e delle comunità locali, nel 2016, 559 delle 6.190 razze domestiche di mammiferi utilizzati per il cibo e l'agricoltura risultavano estinte - circa il 9% del totale - e almeno altre 1.000 sono minacciate .

La sicurezza delle colture minacciata a lungo termine
Come insiste il rapporto, molte varietà selvatiche di colture necessarie per la sicurezza alimentare a lungo termine "mancano di protezione efficace", e sta peggiorando la situazione di parenti selvatici di mammiferi ed uccelli domestici.
Questa riduzione della diversità significa che le coltivazioni saranno probabilmente meno resistenti ai futuri cambiamenti climatici, ai parassiti e gli agenti patogeni.

Stiamo "consumando" e inquinando il pianeta 
"Se da una parte sempre più cibo, energia e materiali sono stati forniti alle persone nella maggior parte dei luoghi, questo è avvenuto sempre più a scapito della capacità della natura di fornire tali contributi in futuro", afferma il rapporto, prima di aggiungere che "la biosfera, da cui dipende l'umanità nel suo insieme ... sta diminuendo più rapidamente che in qualsiasi momento nella storia umana ".

L'inquinamento marino "è aumentato di dieci volte dal 1980"
Riguardo alla questione dell'inquinamento, l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo ha continuato ad aumentare in alcune aree, afferma il rapporto. "L'inquinamento marino causato della plastica in particolare è aumentato di dieci volte dal 1980, colpendo almeno 267 specie", tra cui l'86 per cento delle tartarughe marine, il 44 per cento degli uccelli marini e il 43 per cento dei mammiferi marini.

"La perdita di specie, ecosistemi e diversità genetica è già una minaccia globale e generazionale per il benessere umano", ha affermato Sir Robert Watson, presidente IPBES. "Proteggere gli inestimabili contributi della natura alle persone sarà la sfida decisiva dei decenni a venire. Le politiche, gli sforzi e le azioni - ad ogni livello - avranno successo solo se basati su migliori conoscenze ed evidenze."

Considerato dunque che stiamo letteralmente “consumando ed inquinando il mondo” diventa ancor più importante ottimizzare l’uso delle terre e delle risorse disponibili.
E pensare che la soluzione più semplice e più rapida per ovviare a questa gravissima situazione è sotto gli occhi di tutti e confermata da tutti gli studi: abbandonare la produzione animale in favore di una alimentazione unicamente vegetale.
Pino Mafei

Fonte:
Rapporto dell’ONU sulla biodiversità e sul clima


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