Proteine animali e proteine vegetali

May 14 , 2019

Pino Maffei

Proteine animali e proteine vegetali

PERCHE’ LE PROTEINE ANIMALI NON SONO SALUTARI

Molto spesso sentiamo discutere sul fatto che le proteine animali siano meglio o peggio di quelle vegetali.
Diciamo subito che le proteine vegetali sono migliori, ma cerchiamo di spiegarne le ragioni.
Prima di tutto, osserviamo che la domanda stessa non è corretta, perché le proteine sono dei nutrienti, ma noi non mangiamo i nutrienti, mangiamo gli alimenti.
Tenuto conto di ciò, dobbiamo sapere che quando mangiamo proteine, siano esse animali o vegetali, ingeriamo anche carboidrati, grassi, vitamine, minerali e molti altri nutrienti e sostanze che sono parte dell’alimento.
Detto questo, è evidente che non possiamo fare una mera valutazione delle proteine animali e vegetali, ma dobbiamo valutare più correttamente gli alimenti di origine animale e vegetale che sono fonti di proteine.

Da un punto di vista del bilancio dei nutrienti, tra carboidrati, proteine e grassi, un hamburger, se preparato con pane integrale, carne magra e delle verdure, potrebbe essere un pasto equilibrato, non fosse che una miriade di studi dimostrino come le proteine di origine animale siano tutt’altro che salutari.
Ogni studio scientifico sulla nutrizione evidenzia come sia molto meglio ottenere le proteine dai vegetali.
In generale, la ricerca mostra che meno prodotti di origine animale si mangiano e migliori sono le condizioni di salute a lungo termine.
Questo non vuole affatto dire riempirsi di tofu, ma semplicemente utilizzare le numerose e ricche fonti di proteine vegetali che la natura mette a nostra disposizione.

Ma cerchiamo di approfondire e spiegare meglio questo concetto.

Se mangi una grande varietà di carni animali, compresi gli organi interni per la verità, certamente riuscirai ad assumere tutti gli aminoacidi necessari, ed anche molte vitamine, per quanto denaturate con la cottura, ma esattamente la stessa cosa avviene con una dieta altrettanto diversificata di fonti proteiche ​​vegetali come noci, semi, legumi e cereali.
La più grande differenza è la mancanza di vitamina B12, che la maggior parte delle piante non può produrre. Sebbene sia possibile ottenere la B12 da alghe commestibili ed alimenti fortificati, in caso di dubbi il sistema più semplice è quello di ricorrere alla integrazione, e d’altra parte anche gli onnivori alla fine usano la B12 integrata, perché l’integrazione avviene nei mangimi degli animali da allevamento! Da questo punto di vista non cambia nulla.

Ma torniamo alle differenze tra proteine animali e vegetali.
Lasciando agli articoli scientifici e tecnici le definizioni dei profili amminoacidici e gli aspetti biochimici, diciamo semplicemente che da questi punti di vista le proteine vegetali si equivalgono perfettamente a quelle animali, ma hanno un grande vantaggio: riescono a fornire tutta la razione amminoacidica giornaliera raccomandata con una quantità inferiore di calorie.

Non solo, ma forniscono anche una cosa che manca completamente alle proteine ​​animali: la fibra.
La fibra infatti viene troppo spesso trascurata nella nostra alimentazione, che non è praticamente mai carente di proteine, ma molto spesso, direi quasi sempre, carente di fibra.
La fibra favorisce la digestione, promuove lo sviluppo di un microbioma intestinale sano ed è strettamente associata ad un minor rischio di malattie cardiovascolari.

Chi segue una dieta vegetale, anche se lo fa esclusivamente per motivi etici, ha mediamente una alimentazione più sana, sebbene anche con la dieta vegana sia possibile commettere gravi errori!
Tutti gli studi che hanno confrontano centinaia di migliaia di individui con una alimentazione vegetale rispetto ad individui con una alimentazione onnivora hanno costantemente trovato che, anche dopo aggiustamenti per altri fattori influenti come la classe socioeconomica, il peso e le abitudini di esercizio, coloro che seguono una alimentazione vegetale tendono a vivere vite più lunghe e più sane, soprattutto hanno una minor tendenza ad avere problemi cardio circolatori.

E tutti gli studi hanno naturalmente tenuto conto di fattori correttivi relativi a varie influenze sui dati, come ad esempio uno stile di vita mediamente migliore, una maggior frequenza nel sottoporsi ad analisi chimico cliniche e a visite mediche, quindi una migliore prevenzione dei vegani rispetto agli onnivori.
Ma nonostante questo è fuori di dubbio che le correlazioni favorevoli ad un consumo di proteine unicamente vegetali continuano ad essere presenti in modo davvero importante.

Una recente analisi del Journal of the American Medical Association ha portato alle stesse conclusioni ed ha sollecitato la politica affinché vengano promosse efficacemente le proteine vegetali.

Ma finora abbiamo parlato del profilo amminoacidico, della fibra, delle calorie, trascurando un altro aspetto cruciale in questa valutazione: i grassi!
Lo stesso componente che rende la carne, i salumi, gli hamburger così gustosi ed appetibili, aggiungendo loro sapore, è anche il nemico numero uno per il cuore, a causa della percentuale importante di grassi saturi e colesterolo dannoso.

I grassi saturi, per non andare sul piano chimico, possiamo descriverli come quei grassi che sono solidi a temperatura ambiente e tendono a contribuire alle malattie cardiovascolari (anche se non tanto quanto i grassi trans) perché aumentano i livelli di colesterolo totale. Un alto livello di colesterolo totale si accompagna inevitabilmente a troppo colesterolo LDL, che è quello che "intasa" le arterie.
Alimenti vegetali come le noci, i semi, gli avocado hanno grassi molto meno saturi rispetto alle carni, specie rispetto a quelle rosse, e contengono per lo più grassi detti grassi sani.

Credo che ormai tutte le persone mediamente informate abbiano sentito parlare del robusto rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che qualche anno fa apertamente e senza mezzi termini  ha proclamato che le carni rosse trattate sono cancerogene (anche la semplice cottura è un trattamento).
Il cancro del colon-retto, in particolare, è stato associato al consumo di carne rossa, lavorata o comunque trattata, così come il cancro al pancreas e quello alla prostata.
Alcune cotture poi, come quella alla griglia, aggiungono ulteriori componenti potenzialmente cancerogeni.

Certo, per essere nel giusto, dobbiamo correttamente affermare che nella totalità dei casi di cancro l’alimentazione con carne e derivati animali non gioca il ruolo principale, essendo 4 volte superiori i casi attribuibili a vario tipo di inquinamento e bel 10 volte superiori i casi attribuibili a tabacco ed alcool, questo secondo stime recenti del Global Burden of Disease Project, un sottogruppo dell'OMS.

Ma il fatto che la carne faccia un poco meno male del fumo, quando comunque è accertato che faccia male non sarebbe già di per sé un ottimo motivo per non mangiarla?

Un ottimo motivo dico io, anche se il motivo migliore, il più importante, per me, rimane quello etico: se li ami non li puoi mangiare, mai, per nessuna ragione.

Pino Maffei

 

Bibliografia:

Associazione tra l’assunzione di proteine animali e vegetali con la mortalità per tutte le cause e per cause specifiche

Associazione tra consumo totale di carne, trasformata, rossa o bianca, e mortalità per tutte le cause, CVD e IHD: una meta-analisi degli studi di coorte.

Principali fonti proteiche alimentari e rischio di malattia coronarica nelle donne.

Why plant protein is better for you than animal protein


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