Veganesimo, vegetarianesimo e religioni nel mondo

Feb 03 , 2018

Pino Maffei

Veganesimo, vegetarianesimo e religioni nel mondo

Amici che vi accingete a leggere questo articolo, non voglio che pensiate di leggere delle verità assolute. Per quanto io abbia cercato una certa oggettività, resta il fatto che molto di quello che scrivo viene da traduzioni di testi antichi, che si prestano a svariate interpretazioni, e spesso sono loro stessi il resoconto di tradizioni tramandate oralmente per secoli.
L’argomento è di vastità e complessità enciclopediche, ed io ho scelto dei punti e degli estratti che ritenevo particolarmente interessanti, già così perdendo l’oggettività.
Dunque, il lettore dovrà considerare quanto scritto il punto di vista di un vegano su come l’argomento del vegetarianesimo e del veganesimo siano stati affrontati nei secoli da alcune delle religioni più diffuse

INDUISMO
Tra le religioni tutt’ora praticate, l'Induismo è la più antica al mondo ed è noto per il rigoroso rifiuto di qualunque tipo di carne. E’ invece consentito il consumo di latticini e, in alcuni casi, anche di uova. Nell’Induismo alcuni animali, la mucca ad esempio, sono considerati incarnazioni di divinità e la loro uccisione sarebbe considerata un vero e proprio assassinio e punito come tale. A parte gli animali sacri e proibiti, gli induisti motivano la scelta vegetariana principalmente con ragioni spirituali: secondo questa filosofia, la paura e l'aggressività provate dall'animale prima e durante l'uccisione si imprimono profondamente nelle sue carni, portando chi le consuma a sviluppare tratti animaleschi, in conseguenza della legge del karma. Questo è considerato particolarmente negativo, perché nell’Induismo l'uomo è chiamato a trascendere la propria natura animalesca in favore dell'espansione della propria coscienza, con lo scopo di raggiungere la Liberazione.

A parte l’aspetto filosofico-religioso, io in questa visione di “memoria della sofferenza” trattenuta dalle carni del cadavere dell’animale ucciso ci trovo qualche affinità con il principio omeopatico della “memoria molecolare” dell’acqua. Insomma, per dirla in altre parole, se crediamo nella medicina e nei farmaci omeopatici, che non contengono altro se non la “memoria dell’impronta molecolare” del composto o molecola di partenza, come possiamo pensare che la carne, composta dal 75% circa di acqua, non conservi memoria e anche traccia delle atroci sofferenze, del terrore e delle conseguenti scariche di adrenalina patite dal povero animale nei momenti precedenti l’uccisione?

In alcune città dell'India come ad esempio Rishikesh è vietato il consumo di carne, pesce e uova e non è possibile trovare questi prodotti in vendita in negozi o ristoranti.

L'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna propone di essere strettamente latto-vegetariani (evitando di mangiare carne, pesce e uova).
Numerosi maestri spirituali contemporanei di origine indiana, tra i quali il Mahatma Gandhi, sono sempre stati forti sostenitori di questa tradizione vegetariana.

Bisogna comunque precisare che non tutti gli indù sono vegetariani e vi sono delle eccezioni a seconda delle aree geografiche e delle correnti religiose. Mentre i brahmani dell'India meridionale sono strettamente vegetariani, quelli del Kashmir mangiano carne di montone e quelli dell'est dell'India (Bengala e Orissa) consumano pesce, considerato un "vegetale del mare". Le correnti religiose Śaiva e Śātka ammettono il consumo di carne di capra, pollo e cervo. Il divieto di consumare carne bovina è invece sempre presente!
L'ayurveda, medicina tradizionale indiana, pur raccomandando un'alimentazione vegetariana ammette il consumo di carne per la cura di alcune patologie.

GIAINISMO
Predicando un'assoluta non-violenza (ahimsa), il giainismo prevede una forma estrema di vegetarianesimo: la dieta del fedele esclude anche molti vegetali e persino l'acqua viene filtrata al fine di non ingerire involontariamente piccoli organismi.

"Un vero monaco non deve accettare cibo e bevande che includono la macellazione di esseri viventi. Non deve partecipare a un pasto che contiene una sola particella di cibo proibito, ecco la Legge di chi è ricco di controllo. Se ci sono sospetti, non deve mangiare. Un uomo che controlla la sua anima e soggioga i sensi, non deve assentire all'uccisione di altri esseri viventi".(Sutrakritanga).

BUDDISMO
Come su altri argomenti di natura etica è impossibile riportare una posizione unica del Buddhismo sul tema del vegetarianesimo. Non esiste uniformità di posizioni del Buddhismo su questo argomento. Il motivo di ciò risiede probabilmente nel fatto che l'insegnamento delle scuole buddhiste non è di tipo normativo ma teso a far realizzare al praticante buddhista alcune esperienze vive che poi gli possono far scegliere, a seconda delle circostanze, dei precisi comportamenti. Non importa molto quello che si fa, piuttosto il perché lo si fa e come lo si fa. Va detto però che il rispetto per tutti gli esseri senzienti è proclamato in tutte le scuole buddhiste e vi sono molteplici esempi di maestri buddhisti che insegnavano la difesa della vita in ogni sua forma. Tutt'oggi in tutti i monasteri, templi e aree sacre erette per il Dharma è vietato uccidere esseri senzienti e conservare armi.
La regola alimentare monastica è generalmente vegetariana.
Ciò nonostante il vegetarianesimo in alcune correnti buddhiste non è propugnato come dottrina.
Nel Buddhismo Giapponese invece l'alimentazione vegetariana è la regola, e prodotti giunti in occidente solo di recente come il tofu o il seitan sono considerati alimenti tradizionali.

Nel 1907 l’editore tedesco R.Riper pubblicò il Testo Pali, tradotto direttamente dalla lingua pali. Il Testo Pali è una preziosa ed inestimabile testimonianza del pensiero del Buddha e comprende 152 discorsi trasferiti dai suoi discepoli. In questi discorsi il Buddha nega di mangiare carne e ne parla in maniera negativa, stabilendo che ci sono tre casi in cui non bisogna nutrirsi rispetto alla presenza di carne:

1)vista: non si deve mangiare quel piatto se ci si rende conto che è carne;
2)sentita: non si deve mangiare se si è stati informati che è carne;
3)sospettata: non si deve mangiare se si sospetta che il cibo sia carne.

A convalida di ciò Buddha aggiunge che chi toglie la vita ad un animale, acquista cinque volte grave colpa e specifica la colpa.

-Prima colpa: "perché egli comanda: portate qui quell'animale. Quindi egli è colpevole di aver ordinato di catturare quell'animale."
-Seconda colpa: "perché l'animale trascinato, tremante e riluttante, prova dolore e tormento."
-Terza colpa: "perché egli ordina: uccidete quest'animale." In effetti, chi mangia carne è proprio colui che, sia pure indirettamente, dà l'ordine di uccidere l'animale.
-Quarta colpa: "perché poi l'animale nella morte prova dolore e tormento." Sempre per lo stesso motivo, chi mangia carne provoca dolore e tormento agli animali.
-Quinta colpa: "perché egli poi fa ristorare sconvenientemente, perciò egli s'acquista per la quinta volta grave colpa."

Che dire, mi sembra che ci sia una certa incompatibilità tra il buddhismo, di qualunque corrente si tratti, stante la comune origine, ed il consumo di carne, tra il concetto di “compassione per tutti gli esseri viventi” e la loro uccisione, diretta o su commissione, principio che nel buddhismo è esteso senza dubbio anche ai pesci.

Alcune recenti correnti buddhiste, non osteggiano in alcun modo il consumo di carne, anzi, spesso nei gruppi di discussione sollevare questo argomento non è cosa molto gradita ai responsabili di gruppo. Questo atteggiamento, avvalorato ed in qualche modo convalidato dal principio che il buddhismo è una religione dove non esiste il concetto di peccato ed ognuno è libero di agire come ritiene, dovendo rendere conto unicamente al proprio karma, a mio avviso è invece la conseguenza, un poco ipocrita, della necessità di diffondersi nel mondo occidentale. Se il buddismo giapponese moderno, quello riformato da Nichiren Daishonin (1222-1282), avesse coerentemente con le proprie origini affermato la scelta vegetariana ed il rispetto per “tutti gli esseri viventi” quale unica possibilità di raggiungere l’Illuminazione, certamente non avrebbe raggiunto la grande diffusione che ha oggi in tutto l’Occidente.

CAODAISMO
Il Caodaismo, fondato nel 1926 nel Vietnam meridionale, pratica il vegetarianesimo allo scopo di ottenere una rinascita favorevole tramite reincarnazione o, meglio ancora, allo scopo di entrare in paradiso e sottrarsi al ciclo di vita e di morte. "Se mangiate carne e volete praticare spiritualmente, il vostro spirito è contaminato da bassa energia e diventa pesante, non si eleva oltre il regno di mezzo" (Il vero insegnamento del grande Veicolo, 26).

"Chi consuma carne viola le Cinque costanti Virtù:
-uccidere animali per soddisfare il nostro gusto non è umano;
-uccidere animali, causando separazione dalla loro famiglia, per nutrire i nostri parenti non è giusto;
-fare offerte con cibo di carne alle divinità non è rispettoso;
-lodare il consumo di animali come se fosse dono di Dio per giustificarne l'uccisione non è saggio;
-ingannare gli animali con trappole non è onesto.

La gente del mondo deve rispettare le cinque costanti virtù, violarle intenzionalmente significa violare i principi morali. L'alimentazione vegetariana è il meglio per nutrire il nostro corpo" (Cao Dài, Unione delle tre religioni, 59).

 

LA CHIESA CATTOLICA
I cattolici amanti della carne spesso citano alcuni versi del Nuovo Testamento per motivare le loro scelte alimentari. In ogni caso dobbiamo prendere nota di una verità biblica: Dio non ha mai vietato di mangiare prodotti animali.
Ma se viviamo in una società in cui il nostro stile di vita è incompatibile con il principio di “amare il prossimo tuo come te stesso”, dobbiamo fare una scelta, e decidere se "mangia ciò che vuoi" vale di più di "ama il tuo prossimo". Infatti, amare il prossimo, nel nostro tempo, dovrebbe voler dire cambiare il tuo di stile di vita, dovrebbe voler dire mangiare e consumare in modo sostenibile.
Non è moralmente corretto vivere riccamente a spese degli altri, ed oggi lo stiamo facendo, in occidente, a spese di molte popolazioni di paesi già poveri o poverissimi, ed a spese delle generazioni future.
Questo naturalmente è il mio parere da vegano, ma vediamo cosa dice la storia del cristianesimo.

Sembra che le antiche comunità cristiane si astenessero dal consumo dalla carne.
Egisippo dice che molti esseni, che erano rigorosamente vegetariani, divennero cristiani, col nome di Ebioniti o Nazirei e che transitarono nel cristianesimo influenzandone la condotta. Eusebio di Cesarea dice che tutti gli apostoli erano vegetariani, S. Clemente Romano asserisce che Pietro mangiava solo pane, olive e un po’ di verdura, S. Girolamo afferma che nei primi secoli i veri cristiani si astenevano dalla carne e che coloro che mangiavano la carne facevano parte della chiesa corrotta, e Tertulliano diceva che nei primi secoli i cristiani non toccarono mai la carne.
Ma la corrente vegetariana che si era sviluppata all’interno del cristianesimo primitivo trovò l’opposizione della Chiesa che considerò eretici i suoi seguaci fino alla loro persecuzione e l’annientamento di intere loro comunità, come nel caso dei Càtari (Albigesi o Patarini).
A mano a mano che i ricchi entrarono nella gestione della religione, la Chiesa si distaccò dallo spirito originale divenendo potente, guerrafondaia, corrotta, spietata verso chiunque interferisse con le sue regole.
Le regole dell’astinenza della carne furono bandite per favorire l’apertura della nuova religione non solo ai ricchi e all’imperatore Costantino ma alla popolazione pagana. Iniziarono le persecuzioni verso i vegetariani considerati eretici e nel 385 con lo sterminio del vescovo Priscilliano ed i suoi seguaci si decretò la fine alla corrente vegetariana all’interno della Chiesa cattolica.
Quando intorno al X secolo in Europa vi fu un generale risveglio spirituale nel desiderio di tornare alla semplicità di vita e alle regole delle prime comunità cristiane, si sviluppò il movimento vegan più grosso della storia, il Catarismo dal termine greco che significa “puro”. Questo movimento si sviluppò nel sud della Francia, in Italia, in Germania, in Bosnia, Serbia, Bulgaria, nell’impero Bizantino. I Càtari si rifacevano al messaggio di Cristo; erano asceti, pacifisti, digiunatori, rifiutavano il matrimonio e la procreazione, non possedevano ricchezze, e predicavano un’assoluta purezza di vita; condannavano tutto ciò che è carnale e terreno, compreso il matrimonio, la proprietà privata, l’uso delle armi; erano poveri, semplici, casti, vestivano un abito nero ed andavano scalzi. Rispolverarono antichi testi gnostici, scrissero vangeli in lingua volgare e pare che fu proprio la lettura di questi testi a portare S. Francesco verso la sua dottrina ecologica.
Per i Càtari essere vegan era la condizione per diventare “perfetti” e faceva parte del giuramento che doveva prestare l’adepto”…Bisogna che facciate a Dio la promessa che non commetterete mai omicidio, che mai volontariamente mangerete formaggio, latte, uova, né carne di qualunque animale…”.

I Càtari si dividevano in due categorie, i “perfetti” che erano vegan, cioè i capi di questa setta religiosa, e i “semplici” che ancora non lo erano.
La loro diffusione e la conversione delle masse al catarismo fu vastissima al punto da suscitare l’avversione della Chiesa che li perseguitò in tutta Europa fino a sterminarli con roghi e impiccagioni. Il modo di identificare un càtaro da parte degli inquisitori era ordinargli di uccidere un animale: coloro che si rifiutavano salivano sul patibolo.
Così nel 1209 per ordine di Innocenzo III* prese il via una vera crociata contro i Càtari, affidata ai domenicani e condotta dal cavaliere Simon de Montfort che fu autorizzato a sterminare più gente che poteva senza fare prigionieri.
(*il papa InnocenzoIII faceva strappre i denti agli ebrei che non pagavano le tasse, e prometteva il paradiso a chi avesse ucciso un albigese, cioè un càtaro).
E quando i crociati chiesero al legato papale prima dell’invasione della città di Bézieres come avrebbero distinto i Càtari egli rispose “Uccideteli tutti, li riconoscerà Dio”. Ci furono 20.000 vittime e la città fu distrutta. A Minerve 140 Càtari furono spinti sulle fiamme di un’enorme catasta di legna. A Lovaur altri 400 perfetti furono bruciati su un’enorme pila. Il papa, informato di ogni tappa della crociata in una lettera a Monfort scrisse: “Sia lode e grazie a Dio per ciò che ha operato nella sua clemenza contro i suoi nemici pestilenziali” .
I pochi superstiti si rifugiarono nelle grotte o nei boschi da dove partivano per predicare e convertire la popolazione della Catalogna fino a circa il 1244 quando gli ultimi 220 catari rappresentanti del Catarismo rifugiatisi nel castello di Montsegar vicino Tolosa, furono arsi al rogo decretando la fine del movimento càtaro in Europa. Anche S. Luigi Gonzaga diede il suo contributo organizzando nel 1229 un’inquisizione per eliminare il catarismo dalla Francia. Dopo 20 anni di guerra per estirpare i Catari i morti furono più di un milione; l’umanità dovrà attendere 700 anni per trovare ancora un simile feroce accanimento contro un’intera popolazione, a prescindere dalla nazionalità.
Da allora, e per secoli, la Chiesa vide in tutti coloro che per scelta etica rinunciassero a mangiare la carne, un focolaio di eresia da ostacolare con ogni mezzo.
La Chiesa con tali estremi tentativi di opporsi alla diffusione del veganesimo e del vegetarianesimo confermava la sua antica posizione sancita in 4 differenti Concili in cui proibiva al clero l’astinenza dalla carne pena la destituzione dei pubblici ministeri
E mentre in Europa va spegnendosi l’ascetismo spirituale cristiano il veganesimo resta circoscritto nei monasteri che da vegan diventano vegetariani, poi con la conquista musulmana dei territori mediterranei l’ascetismo cristiano viene ereditato dalla religione islamica che trova nel Sufismo la corrente più rappresentativa.
Oggi il veganesimo a buona ragione può essere considerato come la versione moderna del Catarismo con i suoi aspetti più o meno etici, sociali, religiosi o spirituali.
Finalmente e fortunatamente esistono correnti cristiane che incoraggiano il vegetarianesimo. (vedi link a fondo pagina)

ISLAM
Ci sono diversi episodi che testimoniano la compassione di Maometto verso la condizione degli animali. Sembra che una volta preferì tagliare un lembo del suo mantello, piuttosto che svegliare il gatto che ci si era addormentato sopra. Inoltre vietò di tirare al bersaglio contro gli uccelli. Maometto cercò di far evolvere i costumi del suo popolo verso il vegetarianesimo e, a coloro che mangiavano carne, comandava di lavarsi la bocca e di mettersi a pregare.
Maometto riteneva che gli animali avessero un'anima e, parlando del Giudizio, li cita più volte. Essi non sono nostri schiavi, ma creature che Dio ci ha affidato e di cui ci chiederà conto quando verrà il Giudizio. A chi gli chiese se esistesse una ricompensa per chi avesse fatto del bene agli animali, rispose: «Esiste una ricompensa per chi fa del bene a qualunque essere vivente».
In una tradizione sufi, Allah dice a Maometto:
«Se proprio dovete uccidere, al posto di 40 polli uccidete una capra, al posto di 40 capre uccidete 10 mucche, al posto di 40 mucche uccidete 10 cammelli.»
Il significato, mi sembra evidente, è quello di risparmiare il maggior numero di vite possibile, e soprattutto non fa distinzione di importanza tra gli animali, nonostante il fatto che indubbiamente alcuni di essi siano più importanti di altri nell’economia dei territori arabi nel 600 d.c., epoca a cavallo della quale visse Muḥammad, segnando con questo una chiara visione anti specista.
C'è anche un racconto tradizionale che parla di una santa dei sufi a cui molti animali venivano vicino quando si recava a pregare nella foresta. Un giorno la andò a trovare un altro sufi, ma gli animali scapparono. Lei gli chiese: «Che cosa hai mangiato oggi?». Lui rispose: «Aglio fritto e lardo». Allora lei osservò: «Mangi il loro corpo e vuoi che non scappino?».

EBRAISMO
La Torah prescrive una serie di regole alimentari che costituiscono un corpo di normative molto complesse, che forma il fondamento dell'alimentazione dell'ebreo, a casa come all'esterno. Il termine kasher significa "adatto" e riguarda la purezza degli alimenti: la Torah distingue infatti animali permessi ed animali proibiti. Molti ebrei usano le parole tumah e taharah per indicare ciò che è considerato puro o impuro in ambito spirituale e rituale.
Gli elenchi degli animali di cui è permesso cibarsi sono contenuti nella Bibbia, capitolo 11 del Levitico, e alcuni vengono ripetuti nel capitolo 14 del Deuteronomio.
Sono permessi ad esempio i quadrupedi ruminanti con gli zoccoli bipartiti come, ad esempio, mucca, pecora, capra, cervo, ecc; non sono ammessi il maiale, cammello, cavallo, coniglio, ecc. C'è anche un elenco dei volatili proibiti, da cui deriva che tutti gli altri sono permessi (sono proibiti ad esempio tutti i rapaci e gli uccelli notturni). Tranne alcuni casi, si possono mangiare i pesci con squame e pinne: sono pertanto esclusi molluschi e crostacei (polpi, frutti di mare, granchi ecc.), oltre alle anguille, agli squali, ad alcuni tipi di "pesce spada" e alcuni altri pesci che si ritiene non abbiano le squame complete.
Gli ovini, bovini, caprini e i volatili permessi non sono ritenuti kasher se non vengono uccisi con il metodo noto come shechitah. Lo shochet utilizzato per eseguire la shechitah deve avere un apposito titolo di idoneità: un coltello che mozza in un colpo la trachea e l'esofago dell'animale, e così facendo recide le arterie principali causando una perdita di coscienza praticamente istantanea. Il sangue restante viene eliminato dalla carne attraverso un processo di lavatura, salatura e risciacquo oppure attraverso l'arrostitura: per secoli il processo di lavatura, salatura e risciacquo della carne è stato prerogativa delle donne di casa, ma ormai è praticato soprattutto dal macellaio o dal fornitore kasher.
La relazione attuale tra ebraismo e veganesimo è ben trattata nell’articolo lincato in basso

Bibliografia ed approfondimenti:

INDUISMO: https://ivu.org/religion/articles/hindus.html
GIAINISMO: http://www.angelfire.com/co/jainism/
BUDDISMO: http://www.shabkar.org/
CRISTIANESIMO: http://www.christianveg.com/
ISLAM: https://pal.ps/it/2017/01/29/il-concetto-di-veganismo-nellislam/
EBRAISMO: http://it.chabad.org/library/article_cdo/aid/2206552/jewish/Vegetarianismo-dal-punto-di-vista-ebraico.htm

 

 


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